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Sempre nella Cina meridionale continua la produzione di porcellana
bianca, qingbai, leggermente bluastra, con motivi floreali e zoomorfi che
sembra essere all’origine del “bianco e blu” di epoca Yuan.
Ceramica
La grande abilita’ dei maestri artigiani cinesi, soprattutto nelle cosiddette
"arti del fuoco" (bronzo, ceramica, ecc.
La maggior parte della produzione e’ rappresentata dai mingqi, “oggetti
di sostituzione” che costituivano il corredo funebre, per lo piu’
raffiguranti figure umane – servitori, musicisti, ancelle, soldati – e
modellini di architetture del tempo ad esempio torri di guardia, granai,
porcili.
In una fase successiva verranno utilizzati recipienti in argilla
refrattaria per contenere il vasellame al riparo da sbalzi eccessivi di
temperatura e dalle scorie che si possono formare nella camera di cottura.
Il colore nero e’ ottenuto
cuocendo in atmosfera riducente e introducendo a fine cottura paglia bagnata che
sprigiona un denso fumo, abbassando rapidamente la temperatura e affumicando la
pasta.
Il suo nucleo originario e’ stato individuato nello Shaanxi centrale e Henan
Occidentale da dove si e’ poi irradiata interessando le regioni di Shanxi, Hebei, Gansu, Qinghai, Mongolia Interna Meridionale ed Hubei Occidentale,
assumendo localmente diverse caratteristiche, per cui oggi e’ invalso l’uso
di denominare le sue numerose manifestazioni e fasi con i nomi dei siti
principali; ad esempio la cultura Yangshao del Gansu e’ meglio nota come
Majayao e ha prodotto una ceramica dipinta in nero con decorazioni a volute.
La dinastia Song (Song Settentrionali 960-1127/ Song Meridionali 1127-1279) vede
il sorgere di molteplici centri di produzione ceramica fra i quali si segnalano
quello di Jingdezhen (Jiangxi), la cui attivita’ sembra abbia avuto inizio
gia’ in epoca Han per arrivare fin quasi ai nostri giorni, e quello di
Longquan (Zhejiang) che all’epoca dei Song meridionali produce il celebre celadon
cotto ad alta temperatura in atmosfera riducente con invetriatura verde oliva,
verde azzurro, molto amata dai cinesi perche’ evocativa del colore della
giada.
)
caratterizzata da una ceramica, prevalentemente utilizzata per fini rituali,
nera, lucida, generalmente priva di decorazioni, la cui finezza si deve
all’uso del tornio e al miglioramento dei forni, piu’ piccoli, cosi’ da
controllare meglio l'immissione del calore.
La storia della ceramica e della porcellana in Cina si puo’ quindi
sintetizzare in un lungo processo evolutivo durante il quale l’abilita’ dei
maestri ceramisti ha saputo volgere a proprio vantaggio anche i piccoli
“incidenti di percorso” intercorsi nelle fasi di lavorazione e cottura per
produrre le straordinarie vetrine, monocrome e policrome, e alcuni effetti
particolari come le cavillature che, spesso, avvolgono, come in una rete sottile
e impalpabile di screpolature, i corpi dei manufatti che si offro no al
godimento estetico dei fruitori per la perfetta armonia fra forma, invetriatura
e apparati decorativi.
La ceramica Yangshao consiste generalmente in una terraglia grigia o rosso
chiaro, lavorata a mano, con pareti spesse e non sempre regolari, cotta a 900°
C.
Contemporaneamente alla ceramica sancai, tra l’VIII e il IX secolo, si
sviluppa la ceramica bianca con il graduale passaggio da gres a gres
porcellanoso a porcellana, grazie al miglioramento dei forni, a camera unica o
ascendenti, dotati di prese d’aria, nei quali si raggiungono temperature
sempre piu’ elevate.
Con la dinastia mongola degli Yuan (1279-1368) il complesso di Jingdezhen
comincia ad assumere carattere industriale e si specializza nella produzione in
serie della famosa porcellana e Blu" per la quale si utilizza
cobalto puro importato soprattutto dalla Persia e percio’ detto anche “blu
maomettano”.
Nel Distretto di Yue (Zhejiang) si sviluppa in questo periodo la produzione di
un vasellame in ceramica dura e sonora ricoperto con un’invetriatura
feldspatica olivastra, bruno giallastra o verde-azzurra che puo’ considerarsi
l’antenato del celadon che avra’ il suo periodo di maggior splendore
con i Song.
Nel corso della dinastia Tang (618-907) la produzione ceramica piu’
caratteristica e’ quella, di uso prevalentemente funerario, nota come
"San Cai" (Tre Colori) per la prevalenza di tre colori, verde,
marrone, bianco o blu.
), dove il controllo della
temperatura e’ di fondamentale importanza per la riuscita dei manufatti, ha
fatto si’ che la ceramica neolitica fosse solo la prima fase di uno sviluppo
ininterrotto che attraverso il perfezionamento delle tecnologie, soprattutto dei
forni, portera’ alla della porcellana ci, un
prodotto, quest'ultimo, che si distingue da qualsiasi altro impasto ceramico sia
per le temperature di cottura, fra il 1280 e i 1400 0C, sia per le
caratteristiche di durezza, compattezza, impermeabilita’, traslucenza e
biancore.
Sulla spinta delle richieste sempre crescenti provenienti dai mercati europei la
produzione di porcellane a smalti policromi sopra coperta si sviluppa
ulteriormente e, gia’ a partire dal XVII secolo, le porcellane suddivise in
famiglie, Famiglia Verde, Famiglia Gialla, Famiglia Rosa, Famiglia Nera, in base
ai colori predominanti nella decorazione, secondo una classificazione operata da
Jacquemart nel suo “Histoire Artistique Industrielle et Commercielle de la
Porcellaine”, Paris, 1862, invadono l’Europa pervasa dal gusto per le chinoiseries.
Dal XVI secolo in poi comincia a Dehua nel Fujian la produzione di porcellana
bianca nota in Europa come Blanc de Chine e utilizzata principalmente per
la realizzazione di statuine buddhiste e incensieri.
htm CERAMICA produzione di manufatti ceramici presuppone
stanziamenti umani relativamente stabili, disponibilita’ immediata di materie
prime e un'organizzazione del lavoro che, grazie alla creazione del necessario
surplus alimentare, consenta di distogliere parte dei membri di una comunita’
da attivita’ esclusivamente mirate al procacciamento di cibo per impiegarla
nella produzione artigianale di vasellame d'uso domestico e funerario.
La porcellana “bianca e blu” si sviluppera’ soprattutto nel corso della
dinastia Ming (1368-1644), inizialmente con la produzione di grandi piatti
lobati decorati con motivi floreali e iscrizioni tratte dal corano in caratteri
cufici destinati ai paesi is lamici, poi con vasi a collo stretto meiping,
piatti, brocche con un blu profondo e luminoso che raggiunge i piu’ alti
livelli qualitativi all’epoca dell’imperatore Xuande (1426-1435), per
decadere durante il regno dell’imperatore Wanli (1573-1620) quando si diffonde
l’uso di marchi apocrifi di epoca Xuande o Chenghua al fine di valorizzare il
vasellame.
quando, ad
esempio, viene introdotto l'uso di perni sui quali disporre il vasellame durante
la cottura per evitare che l'invetriatura, colando, aderisca al piano di
appoggio.
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