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CERAMICHE DI ALBISOLA











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Ceramiche d'Arte di Francesco Guarino
Un sito che propone opere realizzate secondo la piu' antica tradizione ligure e albisolese in particolare
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TEXT CACHED
Nel 1965 realizza la "Rosa d'oro", dando il via all'ideazione ed all'organizzazione dell'omonima manifestazione che premierà, nella sua prima edizione, Tullio d'Albisola ed in seguito anche Lucio Fontana e Agenore Fabbri.
Dopo la guerra si dedica lei stessa alla lavorazione della ceramica realizzando, tra le altre cose, gioielli in ceramica firmati col nome di "Esa d'Albisola".
Attualmente, col figlio Giovanni Rossello, erede dei diritti d'autore delle opere di Tullio d'Albisola.
Nel 1980 collabora con Danilo Presotto alla catalogazione delle lettere, fotografie e documenti di Tullio, realizzando così l'archivio documentale di Tullio d' Albisola.

Il sito ufficiale di Tullio d'Albisola patrocinato dagli erediESA MAZZOTTI e il figlio GIOVANNI ROSSELLOche detengono i diritti d'autore delle opere di Tullio d'Albisola.
Frequenta fin da bambina la fabbrica di ceramiche di famiglia in Albissola Marina, avendo modo di vivere a contatto con i numerosi artisti che vi hanno lavorato e realizzato opere in ceramica, tra cui: Fontana, Sassu, Fabbri, Jorn, Manzoni e altri.
Sito Ufficiale di Tullio di Albisola: Eredi
Esa Mazzotti nasce ad Albisola Superiore il 21 aprile 1932 ed eredita dallo zio Tullio anche una spiccata personalità artistica, che ne ha fatto una dei protagonisti della cultura e della storia artistica di Albissola.
Assieme proseguono l'attività di produzione di ceramiche artistiche, con la ditta Ceramiche Mazzotti.
A partire dal 1981 sono stati pubblicati, a cura dello stesso Presotto, quattro volumi dal titolo "Quaderni di Tullio d'Albisola" che raccolgono le lettere che artisti e amici scrissero a Tullio e che sono state dallo stesso conservate.
Segue lo zio Tullio d'Albisola nei suoi viaggi tra cui il viaggio a Vallauris durante il quale incontra Pablo Picasso che, scherzando, indossa i suoi orecchini in ceramica.



valutazione:
contenuti: ceramiche di albisola




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Allo stage, organizzato dal Comune di Albisola Superiore e che ha avuto luogo dal 3 al 6 aprile presso le botteghe artigiane cittadine, hanno partecipato decoratori albisolesi e provenienti dalle città di Moustiers Sainte-Marie, Salernes, Varages, Vallauris, Aubagne e Biot, aderenti all’Associazione Francese Città della Ceramica (AfCC).
Gli spazi riservati alla stampa internazionale all’interno della Fiera di Genova sono stati allestiti con esemplari in ceramica tradizionali albisolesi bianco - blu, torniati a mano in biscotto, delle botteghe “Soravia” e “Ernan” e ceramiche decorate con tema floreale create nel corso della stage italo - francese di decorazione floreale su maiolica.
Città di Albisola Superiore
, Ceramiche Albisola Superiore Euroflora
Ad ognuno dei duecentocinquanta giornalisti accreditati presso Euroflora è inoltre stata consegnata una bag contenente un omaggio rappresentativo delle dodici botteghe artigiane delle Albisole e materiale informativo relativo a “Albisola - maiolica - faïence.
Ceramiche di Albisola Superiore a Euroflora



Ceramiche Albisola Superiore Eurofloravalutazione:
contenuti: Ceramiche Albisola Superiore Euroflora




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La cottura di questa enorme massa di ceramica, veniva realizzata con 48 cotte distribuite nell'arco di un anno.
Sembra da escludere invece per la " taches noires un inizio di produzione con decoro figurativo, che nel corso della produzione si sia ridotto per motivi di costi a un semplice segno, come nel caso rappresentato ad Albisola dall'ultima maiolica prodotta tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, comunemente denominata a " fioraccio in manganese o cobalto, dove è chiara la derivazione del fiore di patata ripreso probabilmente dalle manifatture di Moustiers, che nel corso della produzione ad Albisola si trasforma in un semplice decoro informale.
Teniamo presente che oltre ai tornianti ed ai fornacianti, addetti a la cavatura e preparazione delle terre e della vernice, un notevole numero di persone dell'entroterra di Albisola traeva impiego e sostentamento con la raccolta della legna.
Ed è proprio su questo tipo di ceramica che si appoggiano i produttori albisolesi, per opporsi e contenere la crisi.
Questa ceramica, che ad Albisola gradatamente soppianta la maiolica, è documentata già alla metà del Settecento, come dimostra il ritrovamento in Canadà, con datazione intorno al 1755 e probabilmente trasportatavi da spagnoli o francesi importatori di ceramica albisolese.
Dal '700 all'800 un viaggio nella STORIA della ceramica di Albisola
Mentre a Savona si inserisce nella produzione la " terra da pipe ad Albisola si sviluppa la produzione di una terracotta con decorazione informale, realizzata sottovernice con il manganese.
Con modeste imbarcazioni marinai di Celle e di Albisola esportavano la taches noires in Spagna, in Francia, nelle coste d'Africa, in Corsica, in Sardegna, in Toscana e naturalmente lungo le coste liguri, mentre i mulattieri si incaricavano dell'esportazione in Piemonte e nell'entroterra della Liguria.
Proprio per sopperire a questa grave situazione di crisi che non investiva solamente la ceramica, il Ministero francese dell'interno pose allo studio la creazione di Camere Consultive speciali con lo scopo di rivitalizzare le attività industriali e artigianali.
Quando nel 1777 viene aperto il canale Trent e Mersey, che collega lo Staffordshire con il porto di Liverpool, il prodotto inglese invade il mercato continentale, sorretto dai bassi costi di produzione e da una adeguata organizzazione di esportazione e di vendita all'estero.
Savona, e naturalmente nel suo circondano era compresa Albisola, venne scelta per l'industria ceramica e dei laterizi, Altare per il vetro, Alassio per la pesca del tonno, Calizzano per le ferriere.
La decorazione informale, impiegata nella produzione seriale, che veniva eseguita con velocità ed improvvisazione, non impediva al decoratore di esprimersi sopra ad oggetti particolari, con raffinate decorazioni figurative realizzate a terzo fuoco, o come nel caso del grande piatto della collezione Tullio d'Albisola, dove il ceramista con un segno agile e disinvolto, raffigura una colomba (fig.
A Savona ed Albisola su 2613 persone impiegate nell'industria, 1500 risultavano operanti nelle 60 fabbriche di ceramica e laterizi.
Al fine di evidenziare maggiormente lo stato di crisi, la statistica riferisce pure la situazione prima del 1789, da cui risulta che, su 8032 persone impiegate nell'industria 4000 erano assorbite dalle 150 fabbriche di ceramica e laterizi.
I successivi avvenimenti, che portarono alla caduta dell'impero napoleonico, non permisero la realizzazione delle progettate camere, ma i dati a noi pervenuti e rilevati per realizzare il programma Chabrol, risultano interessanti e ci consentono di poter avere elementi sufficientemente precisi circa la situazione dell'industria ceramica a Savona e Albisola, tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.
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Nei primi anni dell'Ottocento la caduta di questa produzione deve essere stata repentina se, nel 1817 è già affermata la Con questa nota, non si risolvono certamente i problemi connessi con la taches noires ma si vuole semplicemente introdurre una ricerca su una ceramica che ha avuto una notevole importanza nell'economia di Albisola.
E' quest'ultimo il tipo più comune di decorazione e potrebbe essere anche quello che abbia ispirato la scelta del decoratore per ottenere velocemente una ceramica di effetto ed a basso costo.
La seconda ipotesi, è riferibile alla produzione a Savona e Albisola della ingubbiata graffita a stecca di tipo pisano, che nel corso della produzione in Liguria abbandona la tecnica dell'ingubbio, realizzando una produzione di colore marrone con una vetrina colorata di ferraccia.
noires" dal 700 all' 800 un viaggio nella STORIA della ceramica di Albisola.
Questo sistema di conteggio semplificava sia il pagamento del torniante che lavorava a cottimo, sia la vendita: in epoca napoleonica un numero veniva venduto a 10 soldi.
Il dazio spagnolo e le guerre napoleoniche, crearono ad Albisola una nuova grave crisi dell'industria ceramica, anche perché i costi di produzione erano notevolmente influenzati dal fluttuare del prezzo del piombo che veniva acquistato a Genova, od importato direttamente dalla Spagna, e che veniva ad incidere in proporzione di 2/5 sull'intero costo.



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