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Associazione Italia-Cina
La tradizione ceramica ha in Cina radici millenarie, caratterizzata da grande abilità nell'uso dei materiali e soprattutto nei metodi di cottura.
Nel 1990 le sue opere in ceramica dell'acqua e dell'uomo" sono entrate a far parte della mostra d'arte di ceramica nazionale e della gara internazionale di arte ceramica a Jindezhen.
La ceramica si produce sia al nord che al sud del paese, sia in forni popolari che in forni ufficiali, realizzando vasellame che si differenzia in relazione alla destinazione; da quello d'uso comune a quello creato per la corte.
I tentativi d'imitare la bianchezza, la bellezza, la compattezza e la lucentezza della porcellana cinese sono numerosi, alcuni più riusciti, altri meno.
Saranno poi viaggiatori e mercanti che, giunti in Cina attraverso la famosa via della seta, riporteranno in patria preziosi esemplari di porcellana cinese.
Altra chiara fonte d'ispirazione per questi artisti contemporanei il Giappone, paese i cui legarni artistici con la Cina sono sempre stati strettissimi, soprattutto a partire dal periodo Tang, quando il modello cinese diventa dominante.
La ceramica della dinastia Song (960- 1279) quella che ha saputo esprimere e realizzare prodotti ceramici di grande bellezza e raffinatezza, consoni al gusto dei letterati cinesi, amanti di forme armoniose, invetriature monocrome dalle sfumature più varie e ricercate, dalla superficie attraversata spesso unicamente da un fitto craquelé.
16 cm x 16 cm x 7 cm
CHEN Dapeng, dopo essersi applicato per anni allo studio dell'arte ceramica, ha completato la sua formazione all'Istituto di industria leggera della Provincia dello Shandong (Cina settentrionale).
All'anonimato e alla serialità, che hanno caratterizzato quasi tutta la storia della ceramica cinese, subentrano ora opere autografe.
Finalmente, a partire dal XVI secolo, l'arrivo dei Portoghesi in Cina riesce a dare inizio a lucrosi traffici diretti con l'Europa e alla diffusione sul mercato occiden
tale della tanto desiderata porcellana cinese.
Zhong Guo Cina, Associazione Italia-Cina
Docente di arte cinese all’Istituto Universitario orientale di Napoli, Dipartimento di Studi Asiatici
 
 
Tazze e spazio.
I numerosi anni di esperienza e di studio dell'arte della ceramica lo hanno portato alla progettazione di uno speciale attrezzo che gli ha permesso di dare all'invetriatura delle sue opere una brillantezza inconsueta, creando la cosiddetta dell'invetriatura scura a gocce d'olio".
Le pagine dell'arte cinese
ceramisti cinesi di fine millennio
Tradizione e novità sono le prime impressioni che suscitano le opere in mostra dei ceramisti cinesi contemporanei.
Ma anche la Cina Tang (618-906) ad essere presa a modello, come per esempio nell'opera di Qin ling, un artista che proviene proprio da Jingdezhen, il maggior centro ceramico del paese nel quale stata realizzata quasi tutta la produzione cinese destinata all'esportazione.
Prendono ispirazione dalla ceramica di tale periodo, la coppa di Gao Feng sotto la pioggia" il girasole" di Gao Yongjian, ceramista che ha lavorato a lungo a Hong Kong, dalla splendida invetriatura verde che ricorda i celadon imperiali Song.
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Dal 1983 al 1987 ha studiato al Dipartimento di Design e Ceramica dell'Istituto Centrale di Artigianato artistico di Pechino e nel 1995 ha conseguito, presso lo stesso istituto, il dottorato in Ceramica folcloristica cinese moderna.
Altra annotazione da fare quella di un consistente richiamo alla ceramica giapponese, la cui produzione si differenziata da quella cinese e che ha, fin da epoche antiche, evidenziato e valorizzato materiali più nei quali traspare con maggiore chiarezza l'operato del vasaio.
Sono collezionati dalla Galleria d'Arte Nazionale Cinese, dalla Galleria d'Arte della provincia del Guangdong e dalla Galleria d'Arte di Canton.
I centri di produzione più importanti sono quelli di Jingdezhen nel Jiangxi, Dehua nel Fujian e Yixing nel Jiangsu, gli stessi da cui provengono i ceramisti in mostra, a testimonianza di una tradizione ceramica che continua e si evolve.
In campo ceramico, però, il Giappone ha un suo percorso autonomo, almeno fino al XVII secolo, quando per le continue e pressanti richieste del mercato occidentale, controllato dagli olandesi, costretto ad uniformarsi alla produzione cinese di porcellana di tipo bianco e blu, per far fronte alle commesse occidentali, in un momento in cui la Cina attraversa un periodo politicamente travagliato e le sue fornaci sono parzialmente improduttive.
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Nel pomeriggio
visita della città, la più importante della Cina dal punto
di vista commerciale, sede di una famosa Fiera che espone 20000 articoli
di produzione cinese.
CATALOGO/TARIFFARIO CINA L'ARTE DELLA CERAMICA CINESE
generale L'ARTE DELLA CERAMICA CINESE
01 giorno - PECHINO.
Nel pomeriggio trasferimento in autobus a Yixing, altro rinomato centro di
produzione della ceramica.
valutazione: contenuti: ceramica cinese
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Già oggi una quota ormai significativa della produzione cinese affluisce sia su mercati 'poveri' come il Vietnam, che su mercati importanti come gli Usa, il Giappone, eccetera.
Quanto grande il mercato?
Ceresa La produzione annua di piastrelle in ceramica in Cina di 1,1-1,2 miliardi di m2, ma la capacità installata nell'ordine di 1,5-1,6 miliardi.
China-Italy Trade: Le macchine per la ceramica
In questo contesto stanno assumendo un ruolo importante soprattutto le aziende taiwanesi che, dopo aver delocalizzato in Cina la loro produzione di prodotti tessili, ceramici, in cuoio, delle lavorazioni alimentari e meccaniche, stanno delocalizzando anche l'assemblaggio di macchinari per queste stesse industrie e dei relativi componenti.
Aggiungerei che i produttori cinesi di ceramica sono abili nel copiare l'aspetto esteriore dei prodotti italiani e infatti spesso danno ai loro prodotti nomi italiani ma non hanno né la convenienza né la possibilita' di badare alla qualita'.
Tutto questo si tradurrà in nuovo potere d'acquisto anche nel campo dell'edilizia civile dove l'utilizzo della ceramica in crescita.
Aggiungo che non corretto dire, come spesso fanno le Autorità cinesi, che in Cina c'è sovraproduzione.
Si potrà parlare di una tecnologìa cinese nel campo delle macchine della ceramica solo quando e se le aziende cinesi dovessero accorgersi che l'investimento in ricerca e innovazione porta loro un guadagno.
Su questi temi Cina Notizie apre, con questo numero un dibattito iniziando dal settore delle macchine per l'industria della ceramica, un comparto in cui i produttori italiani hanno acquisito una leadership indiscussa sul piano mondiale.
Entrambe le aziende presidiano il mercato cinese con una rete di assistenza ormai consolidata e hanno avviato una parziale delocalizzazione delle attività con attività di assemblaggio in loco,che, nel caso di Sacmi, si estende alla produzione o acquisto di alcuni componenti.
Welko gia' da 6 anni opera con una consociata interamente sotto il suo controllo (fully owned foreign entreprise) che possiede a Pechino 700 mq di uffici e 4000 mq di capannoni dove assembla parte della sua produzione.
Nel settore della meccanica strumentalesta emergendo la convinzione che la linea di difesa del 'Sistema Italia' vada arretrando dalla esportazione di macchine e linee di produzione chiavi in mano, alla semplice vendita di componenti ai produttori locali di macchine Cereda In teoria l'osservazione pertinente.
Taiwan,oggi, l'unico Paese che può affermare con ragione di essere riuscito a esportare in Cina interi 'distretti' industriali (prodotti e tecnologie di produzione).
Non solo ma evidente che la Cina potrebbe diventare una piattaforma di produzione estremamente competitiva per esportare sui mercati mondiali.
In questo contesto qual la tipologia della domanda con cui vi confrontate?
Ceresa Evidentemente la prevalenza di aziende ceramiche di piccole dimensioni, con una qualità di produzione definibile come medio-bassa, che versano spesso in difficili condizioni finanziarie, ci penalizza rispetto ai produttori di cinesi e di Taiwan che offrono macchinari con performance generalmente inferiori ma con prezzi anche molto più bassi.
In pratica significa limitare la presenza italiana, sul mercato cinese a entità sempre più piccole e frammentate.
evidentemente hanno fatto scuola e sul mercato cinese emerso un numero crescente di competitori locali (spesso in joint venture con partner taiwanesi).
Oggi esperienza e conoscenze individuali non servono più se dietro non c'è il supporto dei laboratori, dei fornitori specializzati di smalti e di componenti, cioe' quella rete di collegamenti che nel suo insieme costitusisce l'industria della ceramica.
Sono convinti che la grande tradizione della Cina nell'industria ceramica, e la disponibilità di manodopera esperta siano sufficienti.
Ci sono aziende ceramiche sensibili alle performance più elevate delle macchine importate?
Ceresa Sì, perché anche in Cina, i produttori di ceramica si stanno accorgendo che il valore aggiunto si fa nella qualità.
Individuare la componentistica contenuta nelle mostre macchine e i relativi fornitori, del resto, non difficile e i diversi istituti di tecnologia e di ricerca ceramica cinese sanno già tutto quello che c'è da sapere.
(da Cina Notizie N° 2 del 2002)
documento/meccanica/macchine/
Le macchine per la ceramica I produttori italiani di macchinari industriali hanno trainato, fino a oggi, le esportazioni del nostro Paese in Cina.
Esistono ragioni di convenienza economica per una una strategia di localizzazione della produzionedi macchine italiane in Cina o per accordi con i produttori locali di macchine(taiwanesi inclusi)
Ceresa Se si trovano le risorse umane adatte, produrre in Cina può essere conveniente, se non altro per il costo del lavoro.
Vista nell'ottica del 'Sistema Italia' quindi, la sfida si estende dai produttori di tecnologia, che hanno aperto la strada del mercato cinese, alle stesse aziende ceramiche.
Oggi la situazione diversa in quanto le riforme economiche avviate dal Governo cinese, con maggiore o minore determinazione, a seconda dei casi, obbligano le imprese a fare i conti in modo più corretto, o, almeno, realistico.
E' vero: c'e' una massiccia produzione di qualità scadentissima che trova spazio in qualche modo sul mercato interno.
Ma nella maggior parte dei casi (macchine tessili, macchine utensili, per le lavorazioni alimentari, il cuoio, la ceramica) il mercato sta calando sia in valore assoluto, che in termini di quote di mercato rispetto alle 'punte' raggiunte nella metà degli anni '90.
Il Governo cinese ha bruciato centinaia di milioni di dollari di finanziamento a fondo perduto erogati a favore di aziende pubbliche per sviluppare il settore industriale della ceramica.
In questo momento possiamo dire che la 'moda' nel settore della ceramica ci viene incontro e privilegia prodotti che richiedono tecnologie di produzione 'pesanti'.
Il 90% dei produttori taiwanesi sia di piastrelle che di macchine per la ceramica ha ormai smantellato le sue fabbriche trasferendole in Cina sotto forma di joint-venture.
Come si presenta, attualmente, il mercato in Cina per gli esportatori di macchine e impianti per la ceramica.
Ci sembra che, dal dibattito si possa trarre una conclusione chiara: l'industria ceramica cinese sta crescendo non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi, e ci sono tutti i presupposti perché conquisti un spazio di rilievo non solo all'interno del Paese, ma anche sui mercati mondiali.
Esistono anche strutture produttive molto simili ai nostri distretti industriali: nel settore della ceramica sono localizzati a Foshan , nella Provincia del Guangodng, a Zibo, nel Sichuan e a Tongshan, nell'Hebei.
Teniamo presente che fino a pochi anni una fabbrica ceramica in Cina poteva avere anche 5000 dipendenti e faceva tutto in casa: aveva la sua cava per le materie prime, per il carbone, per gli smalti.
Basta guardare del resto al modello di Taiwan che dapprima ha cominciato a delocalizzare in Cina la produzione non solo della ceramica, ma anche dei prodotti in cuoio, dell'abbigliamento, dell'elettronica.
valutazione: contenuti: ceramica cinese
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